Stemma A.S.D. Pollino Basket CastrovillariPollino Basket

Serie C

Pollino Basket, un altro finale amaro: l’Antoniana vince 64-60

26 ottobre 2026

Pollino Basket, un altro finale amaro: l’Antoniana vince 64-60

Seconda trasferta consecutiva, seconda sconfitta arrivata negli ultimi minuti. Dopo la battaglia di Caiazzo, terminata soltanto dopo due supplementari, la Pollino Basket torna a casa senza punti anche da Sant’Antonio Abate, dove sabato sera l’Antoniana si impone per 64-60. Un’altra partita che i rossoneri hanno avuto la possibilità di vincere, un’altra occasione sfumata proprio quando sarebbe servita la lucidità per piazzare il colpo decisivo.

Non era una trasferta semplice. L’Antoniana è una squadra solida, soprattutto sotto canestro, e giocare sul suo campo significa fare i conti anche con un pubblico caloroso, partecipe, capace di diventare un autentico fattore della partita. I padroni di casa devono rinunciare a Cecere, probabilmente il loro giocatore più in forma in questo avvio di stagione, ma l’assenza si avverte meno del previsto. Merito soprattutto di un reparto lunghi di grande sostanza, che si conferma uno dei punti di forza della formazione campana.

La Pollino, come spesso accade, parte bene. I ragazzi di coach Sciutto entrano in campo con il piglio giusto, trovano buone soluzioni offensive e riescono a chiudere il primo quarto avanti 18-15. Miaffo è subito protagonista, con 9 punti nei primi dieci minuti, e i Lupi sembrano avere le idee chiare su come affrontare la partita.

Poi, però, arriva il secondo quarto.

La Pollino si spegne in attacco. Le buone scelte dei primi minuti lasciano spazio a una manovra meno fluida, le percentuali precipitano e i rossoneri riescono a mettere a referto appena 7 punti nell’intero periodo. L’Antoniana ne approfitta, piazza un parziale di 10-0 e ribalta l’inerzia della gara, andando all’intervallo lungo avanti 30-25. Acuña, con 7 punti nel quarto, è praticamente l’unico a trovare continuità offensiva per i Lupi.

Il terzo quarto sembra complicare ulteriormente le cose. L’Antoniana continua a sfruttare la propria fisicità e arriva a toccare il massimo vantaggio di otto lunghezze. È il momento in cui la Pollino rischia di perdere contatto con la partita.

Ma proprio qui arriva la reazione.

I Lupi tornano a difendere con intensità e personalità, recuperano aggressività e cominciano lentamente a ricucire lo strappo. Gonzalez prende in mano l’attacco rossonero, segnando 9 punti nel periodo e confermandosi il principale riferimento offensivo della squadra. Dall’altra parte è Lamberti, autore di 11 punti complessivi, a dare un contributo importante alla formazione campana. Il terzo quarto termina 18-18, con l’Antoniana ancora avanti 48-43.

Cinque punti da recuperare, dieci minuti da giocare. La partita è ancora aperta.

Nell’ultimo periodo la Pollino continua sulla strada intrapresa. La difesa funziona, cresce la pressione sugli avversari e, possesso dopo possesso, il vantaggio dell’Antoniana si assottiglia. Gonzalez, che chiuderà da miglior realizzatore rossonero con 18 punti, e John, autore di 7 punti tutti nell’ultima frazione, trascinano la rimonta. I Lupi riescono anche a mettere la testa avanti, arrivando a un vantaggio di tre punti a circa quattro minuti dalla sirena.

È il momento in cui la partita sembra poter cambiare definitivamente padrone.

E invece, proprio quando servirebbe il colpo finale, qualcosa si inceppa ancora.

Negli ultimi minuti la Pollino perde lucidità. Alcune scelte offensive diventano affrettate, la gestione dei possessi si fa confusa e l’Antoniana ha il merito di non disunirsi, ritrovando il vantaggio e difendendolo fino alla sirena. Fondamentale il contributo di Mario Caresta, miglior realizzatore dei padroni di casa con 16 punti, sette dei quali nell’ultimo quarto. I Lupi provano in tutti i modi a rimettere in equilibrio la gara, ma non trovano più il canestro necessario. Finisce 64-60, con la sensazione di un’altra occasione lasciata per strada.

Ci sono però almeno due aspetti della partita che meritano una riflessione.

Il primo riguarda i falli. Gonzalez nel primo tempo e Acuña nella ripresa sono stati condizionati da situazioni di falli che ne hanno limitato l’efficacia. Due giocatori importanti nell’economia del gioco rossonero, la cui gestione è diventata inevitabilmente più complicata. Acuña, in particolare, è costretto a lasciare il campo per cinque falli in appena 22 minuti di gioco. E se non è nostra abitudine cercare giustificazioni nelle decisioni arbitrali, va detto che almeno un paio di falli fischiati all’argentino sono apparsi quantomeno fantasiosi. Episodi che lasciano perplessi, soprattutto in una partita tanto equilibrata.

Ma c’è un secondo dato, decisamente più concreto, sul quale non possono esserci interpretazioni.

Sedici tiri liberi sbagliati.

La Pollino chiude con 13 realizzazioni su 29 tentativi dalla lunetta, appena il 45%. In una partita persa di quattro punti, è un numero che pesa come un macigno. Non è possibile sapere come sarebbe finita con qualche libero in più a bersaglio, ma è evidente che una percentuale del genere renda tutto terribilmente più difficile, soprattutto quando si gioca punto a punto su un campo complicato.

E probabilmente è proprio da qui che bisogna ripartire.

Perché anche a Sant’Antonio Abate la Pollino ha dimostrato di avere carattere, di saper reagire alle difficoltà e di poter rimettere in piedi una partita che sembrava sfuggirle di mano. Ma per vincere certe gare non basta riuscire a rientrare. Bisogna anche saperle chiudere.

Due trasferte, due sconfitte maturate sul filo di lana. Non c’è motivo di trasformarle in un allarme, ma nemmeno di archiviarle soltanto come episodi sfortunati. Questa squadra ha qualità e margini di crescita evidenti. Adesso deve imparare a trasformare il carattere mostrato nelle rimonte nella lucidità necessaria per portare a casa le partite.

Perché tra una bella reazione e una vittoria, a volte, ci sono soltanto pochi possessi giocati nel modo giusto.

← Torna alle news